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sabato 23 settembre 2017

Vamipretto

Vampiretto è un Film d’animazione diretto da Richard Claus e Karsten Kiilerich. Arriverá al cinema giovedì 26 ottobre.

 

Trama
Basato sull’omonima saga di libri per ragazzi che ha venduto oltre 20 milioni di copie.  Vampiretto racconta la storia di Rudolph, un piccolo vampiro che rimane isolato dal resto della famiglia quando il suo clan viene attaccato da un cacciatore di vampiri. Per non bruciare con la luce del giorno Rudolph si rifugia in un hotel dove fa amicizia con un suo coetaneo, l'umano Tom, che adora i vampiri e diventa subito suo amico. Tom aiuterà Rudolph a salvare la sua famiglia e a fermare il temibile cacciatore di vampiri. 

venerdì 8 settembre 2017

Inaugurato Anteo Palazzo del Cinema: il primo ristorante con lo schermo


Al nuovo palazzo Del cinema Anteo c'erano tanti personaggi pubblici , a sostenere il nuovo  "vestito" della storica sala milanese . Su tre piani si sviluppano diversi ambienti : le sale dei film, la llibreria, il ristorante , il chiosco all'aperto per gli eventi, il ristorante con lo schermo , dove si potrà cenare e pranzare guardando un film. C è anche il servizio babysitting X chi non vuole lasciare i figli a casa. E c è persino la possibilità di affittare una sala per vedere un film con gli amici .

Unico e primo nel suo genere , il palazzo del cinema anteo si è reinventato per stare al passo coi tempi , con le nuove richieste da parte del pubblico . Mantiene però la sua anima votata al sociale , come hanno tenuto a specificare i fondatori . Nel suo intervento il sindaco Giuseppe Sala ha ribadito la natura di Milano , la  città dell'accoglienza . In questa chiave il nuovo palazzo del cinema Anteo non poteva che nascere a Milano . 

giovedì 26 marzo 2015

Cosa esce oggi al cinema: giovedì 26 marzo 2015





French connection
, di Cédric Jimenez
Sabato voglio andare a vedere questo: mi ispira, ma solo dalla locandina (lo faccio anche con le copertine dei libri e ci azzecco poche volte, ma ottime).
Ma... la trama?

Trama
Il film è ambientato nella Marsiglia degli anni 70. Pierre Michel, giovane magistrato arrivato da Metz, città del nord della Francia, accompagnato da sua moglie e dai figli, viene incaricato di occuparsi della cosiddetta French Connection, organizzazione mafiosa dedita al contrabbando mondiale dell’eroina. Nonostante gli avvertimenti, il giudice decide di portare avanti la sua crociata solitaria contro Gaëtan Zampa, figura emblematica e padrino intoccabile della mafia marsigliese. Capirà ben presto che per ottenere dei risultati concreti deve cambiare il suo metodo di lavoro.

Cast
Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Céline Sallette, Mélanie Doutey, Benoît Magimel


French connection - Trailer





ESCE ANCHE


Ho ucciso Napoleone di Giorgia Farina

Dal poster non mi ispira, ma lei mi piace. 

Trama

Ho ucciso Napoleone racconta la vita di Anita, single e brillante manager in carriera, che nel giro di ventiquattrore viene spazzata via da un uragano di guai. Il lavoro, l’amore, il futuro, tutto in macerie nel giro di un giorno. Anita si ritrova seduta sull’altalena di un parco giochi licenziata in tronco e incinta del suo capo, suo amante clandestino, sposato e padre di famiglia. 

Per far tornare tutto come prima, dovrà ordire un piano di vendetta raffinata e senza scrupoli.
Cast: Micaela Ramazzotti, Libero de Rienzo, Adriano Giannini, Elena Sofia Ricci, Iaia Forte.

Ho ucciso Napoleone - Trailer


 

L'ultimo lupo, di Wolf totem, di Jean-Jacques Annaud.

Trama
Chen Zhen, un giovane studente di Pechino, viene inviato nelle zone interne della Mongolia all’interno di una tribù nomade di pastori. A contatto con una realtà diversa dalla sua, Chen scopre di essere lui quello che ha molto da imparare sulla comunità, sulla libertà ma specialmente sul lupo, la creatura più riverita della steppa. Sedotto dal legame che i pastori hanno con il lupo e affascinato dall'astuzia e dalla forza dell'animale, Chen un giorno trova un cucciolo e decide di addomesticarlo. Il forte rapporto che si crea tra i due sarà minacciato dalla decisione di un ufficiale del governo di eliminare, a qualunque costo, tutti i lupi della regione. Dal regista de Il nome della rosa e Sette anni in Tibet un altro grande capolavoro destinato a diventare un classico.

Cast:
Shaofeng Feng, Shawn Dou, Shwaun Dou, Ankhnyam Ragchaa, Yin ZhuSheng.

L'ultimo lupo - Trailer

giovedì 12 marzo 2015

I costumi di Suite Francese di Michael O'Connor


Il 12 marzo esce nei cinema italiani Suite Francese. Per i costumi indossati dagli attori il regista Saul Dibb si è affidato a Michael O'Connor, con cui aveva lavorato in La Duchessa, con Keira Knightley.

 


Per SUITE FRANCESE il regista Saul Dibb ha scelto alcuni tra i capi reparto con i quali aveva già collaborato in precedenza in LA DUCHESSA, tra cui lo scenografo Michael Carlin e il costumista Michael O'Connor ed ha voluto Jenny Shircore, famoso hair and make-up designer, e il direttore della fotografia spagnolo Eduard Grau, che ha fatto anche A SINGLE MAN e BURIED: "Abbiamo girato in 35mm in un momento in cui la maggior parte dei film preferiscono il digitale. La produzione ha cercato le ultime riserve di pellicole Fuji nei magazzini in tutto il mondo, poiché non sono più in produzione".

Costumi


I costumi di Michael O' Connor per La Duchessa

"C'è un momento nella storia in cui certi colori diventano più importanti e più vividi", dice Carlin. "Principalmente questo avviene nel rapporto tra i costumi indossati da Michelle e l’ambiente che la circonda e man mano che il suo personaggio si evolve, i toni si fanno più intensi e complementari. Il contrasto aumenta durante tutta la storia. "
Gli abiti di ogni personaggio sono un vero atto d'amore per il costumista Michael O'Connor; e questo non è passato inosservato agli attori.
"Lavorare con Michael O'Connor è fantastico perché ha un grande talento", dice Lambert Wilson che interpreta il Visconte De Montmort. "Non si limita a farti indossare dei vestiti d'epoca, ma è molto, molto specifico e preciso sul periodo storico e ti mostra come indossare e muoverti nel tuo costume. Desidera che tu lo faccia tuo. La cosa divertente è che lui sa parlarti del tuo personaggio molto meglio di quanto potresti fare tu stesso."



O'Connor ha voluto rendere autenticamente francese ogni costume, utilizzando tessuti francesi acquistati a Parigi; "Si raccolgono fotografie e immagini e poi si cerca di trovare ciò che rende l’idea di francese.” "Abbiamo esaminato riviste e film dell'epoca. Se non avessimo visto il film LA RÈGLE DU JEU del 1939 di Jean Renoir, i vestiti da caccia sarebbero stati diversi, perché li avremmo concepiti in stile inglese. I tessuti sono molto più ruvidi di quanto pensassi."



O'Connor ha anche preso ispirazione dal romanzo. "Mi sono immediatamente innamorato del romanzo e ho sfruttato ogni dettaglio come potevo," spiega. "In particolar modo, le descrizioni della divisa tedesca, sempre precise per quanto concerne il guanto, la cintura, la fibbia, l'uniforme, i bottoni, il berretto, gli stivali e persino la biancheria intima, tanto da rendersi conto che è qualcosa che la Némirovsky ha visto in prima persona."

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Studi per The Invisible Woman
Trucco
Per quanto riguarda le acconciature e il trucco, Dibb voleva che fosse tutto molto sobrio.
“Non potevamo permetterci nulla che potesse considerarsi glamour, nemmeno un accenno, il che, soprattutto nel mio settore è una cosa piuttosto facile in cui incappare", Jenny Shircore. "Acconciature e trucco semplici che rispecchiano la realtà. Abbiamo utilizzato davvero poco make-up su Michelle. Naturalmente abbiamo usato piccoli trucchi di tanto in tanto, ma lei era d’accordo sul fatto che tutto fosse molto naturale, semplice, in un certo senso dimesso. Noi vogliamo sempre rendere gli attori molto belli, ma in effetti Michelle è bella in ogni modo."


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Anche con le centinaia di comparse ha avuto estrema attenzione al dettaglio: per dare un tocco autentico, i soldati tedeschi avevano i capelli tagliati a mano e non con rasoi elettrici. Il senso di realtà che pervade ogni singolo fotogramma è stato ottenuto grazie alle elevate competenze dei professionisti di fama mondiale che vi hanno lavorato. "C'è una meravigliosa sensazione del tempo che non è facile ottenere in storie frutto di invenzione", dice Kristin Scott Thomas. "Siamo stati molto attenti a trasmettere questo perché non c'è nessuno al mondo migliore degli inglesi per quanto riguarda acconciature, trucco e costumi.”

Suite francese - video dietro le quinte















Suite francese






Appena ho visto l'attrice protagonista di Suite francese, Michelle Williams, ho arricciato il naso: mi sembra poco, per non dire niente, espressiva e anche in questo suo ultimo film non mi ha sorpreso.

Pensavo però potesse accadere: pensavo che da Dawson's Creek o da L'amore giovane (ma anche da I segreti di Brockeback Mountain) ne fosse passato di tempo. E invece no, o almeno non per come recita lei, a mio personale parere (al parere di chi conta a quanto pare è brava: ha vinto il Golden Globe
per la sua interpretazione di Marilyn Monroe in Marilyn e ha ricevuto diverse nomination agli Oscar).

Tornando a Suite francese gli ambienti ricostruiti sono bellissimi: sembra di fare un salto nel passato con la macchina del tempo. Il ruolo del protagonista maschile (
l'attore è Matthias Schoenaerts) è molto ben scritto, come tutti gli altri personaggi: pieni di contraddizioni a volte feroci, che forse diventano comprensibili guardando la realtà attraverso un'ottica oggettiva, cosa che nessuno riesce quasi mai a fare completamente, neanche i registi nei film o gli scrittori nei libri.
Forse il problema è proprio questo: grande attenzione ai personaggi, alla fotografia, ai dettagli e poca alla trama, priva di energia o grandi colpi di scena. Per dirla facile: non è che succeda granché, in due ore di film.


E il libro?
Il sottotitolo di Suite francese rende l'idea del film: la più grande storia d'amore mai raccontata. Appunto: è da prendere alla lettera. Mai raccontata, almeno dal film. Il libro, di Irène Némirovsky, vissuta all'epoca della guerra, penso sia diverso, ma non l'ho letto.
Ho però letto un'intervista al regista, Saul Dibb, che ammette: nel film ha dovuto rinunciare a tanti racconti e tanti personaggi che si trovano nel libro, ricco di storie e colpi di scena.

Anteprime di Suite francese per la festa della donna
La buona notizia è che, in occasione dell'anteprima del film programmata per l'8 marzo, cioè la festa della donna (come se le storie d'amore capitassero solo a loro) a tutte le spettatrici verrà regalata una copia del libro.


Città, cinema, e date delle anteprime di Suite francese.
BOLOGNA (CINEMA ODEON ore 18.45) 
FIRENZE (CINEMA PORTICO ore 21)
GENOVA (CINEMA SIVORI 21.15)
 MILANO (CINEMA ANTEO ore 17.50) 
ROMA (CINEMA GIULIO CESARE ore 20.30 E CINEMA BARBERINI ore 21.00) 
TORINO (CINEMA ROMANO ore 20.00) 
BRESCIA (CINEMA SOCIALE ore 21.15) 

Trailer
                                  NAPOLI (CINEMA AMBASCIATORI ore 21.30)

Suite francese sarà in tutti i cinema d'Italia a partire dal 12 marzo.

lunedì 9 marzo 2015

Petizione per un film su Candy Candy

Candy Candy ha sei mesi meno di me e non ha ancora fatto un film.
Come si fa ad arrivare a 40 anni e non essere mai comparsa sul grande schermo?
Vogliamo rivivere le emozioni da codini gialli ad altissima risoluzione: le lacrime versate insieme a lei alla casa di Pony diventeranno cascate, il senso di impotenza contro i ricchi e prepotenti Legan ci farà venire una paresi, l'amore impossibile per Terence ci porterà vicino al suicidio e la morte di Anthony guarirà il nostro cuore da tutti gli uomini che credevamo migliori di lui (e di noi).


Orfani di Candy Candy uniamoci: perché Yumiko Igarashi, e perfino lo storico Doraemon sono "andati" al cinema e Candy Candy no?
Chi è, la figlia della serva? Iriza: "Si"!

Anche i bambini possono essere cattivi!

Sigla di Candy Candy (115 episodi)




Il manga di Candy Candy è stato scritto dalla sceneggiatrice giapponese Kyoko Mizuki e disegnato da Yumiko Igarashi.

domenica 8 marzo 2015

Fino a qui tutto bene



Fino a qui tutto bene, e cioè... niente da segnalare. Una produzione autoprodotta, autofinanziata, auto. A me viene da pensare che se uno dichiara dall'inizio di aver voluto fare un film "piccolo", con una piccola distribuzione, investendo quasi niente e mettendoci soldi di tasca propria, non sta facendo una dichiarazione d'intenti tipo: "Vabè è mediocre, ma siamo bravi ragazzi: dateci una mano e venite a vedere il nostro film".
 
Se hai pochi mezzi, poco budget, pochi personaggi, pochi ambienti, la cosa che deve esserci, almeno è la trama, una trama forte, che sopperisca alle lacune dovute alla micro-produzione. In Fino a qui tutto bene non c'è neanche quella. Non succede niente: una è incinta, due si mollano, il quarto è ossessionato dalla ex... quindi? Sembrava di vedere un docu-film girato dalla zia, dalla nonna, dalla sorella e dal nipote della mia vicina di casa sulla loro vita di tutti i giorni. Visto che però la vita di tutti i giorni è noiosa (la nostra, ancora peggio quella dei parenti dei vicini di casa), chi va al cinema vuole vedere una storia, anzi: il racconto di una storia. insomma, uno straccio di trama.

Leggendo le interviste agli attori e al regista Roan Johnson, bè: si sono dati da fare, si sono autoprodotti, si sono "divertiti", come dicono loro. Ma il fine di un film come questo non si capisce: farsi notare al grande pubblico, divertirsi o fare un bel film?
 
Peccato: gli attori sono tutti bravi (anche se più che recitare dei personaggi, fanno se stessi) e  ci sono delle trovate originali, tipo la passeggiata attraverso il centro di Pisa riflessa attraverso un grande specchio...

Nonostante quello che ne penso io, bisogna dire che Fino a qui tutto bene ha vinto il Premio del Pubblico BNL - Cinema Italia allo scorso Festival Internazionale del Film di Roma. Quindi a qualcuno è decisamente piaciuto. 
 
Esce al cinema il 19 marzo.
 
Trama
Fino A QUI TUTTO BENE racconta l'ultimo weekend insieme di cinque ragazzi che hanno studiato e vissuto nella stessa casa, dove si sono consumati sughi scaduti e paste col nulla, lunghi scazzi e brevi amplessi, nottate sui libri e feste all'alba, invidie, gioie, spumanti, amori e dolori. Ma adesso quel tempo di vita così acerbo, divertente e protetto, sta per finire e dovranno assumersi le loro responsabilità. Prenderanno direzioni diverse, andando incontro a scelte che cambiano tutto. Chi rimanendo nella propria città, chi partendo per lavorare all'estero. Il racconto degli ultimi tre giorni di cinque amici che hanno condiviso il momento forse più bello della loro vita, di sicuro quello che non scorderanno mai.
 
Cast
Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D’Amico, Guglielmo Favilla, Melissa Anna Bartolini con l’amichevole partecipazione di Isabella Ragonese. 

Fino a qui tutto bene - Trailer

  

Fino a qui tutto bene - Clip



lunedì 23 febbraio 2015

Tempo instabile con probabili schiarite

Al cinema dal 2 aprile.

I pregiudizi verso un film in toto italiano sembrano quasi scritti nel Dna di quelli di una certa generazione, quella che trent'anni fa era "di mezz'età" e ora è diventata "dei giovani adulti", cresciuti con i film americani e i cartoni animati giapponesi. Ti siedi al cinema, già naturalmente preparato a una recitazione biascicata, una regia lenta e con qualche buco narrativo, e (visto che ci sono anche i lati certamente positivi in un film italiano) a una fotografia attenta ai dettagli sulle scenografie "naturali" che regala il nostro paese a chi fa lavori "visionari" come registi, fotografi o pubblicitari.

Da un paio di anni però anche chi fa parte della suddetta generazione rimane stupito, ad ogni film, dal salto qualitativo che sembra aver fatto il cinema italiano in poco tempo, nonostante i problemi di finanziamento che tormentano il campo della cultura nel nostro paese e che aumentano di anno in anno.

Tempo instabile con probabili schiarite è un film stabile: originale, dosi azzeccate di tradizioni italiane (i paesi, le scene, le famiglie) ed elementi nuovi nei "colpi di scena", nei personaggi e nei "messaggi" lasciati in sospeso. E alla fine sembra proprio che Tempo instabile si rivolga in particolar modo a te che fai parte dei giovani adulti, talmente innamorati dei loro anni giovanili che rischiano di cementificare in un terreno ormai arido i loro nuovi possibili sogni e quelli di figli e nipoti.
Realizzare sogni è possibile: grazie al senso degli affari di quelli di "mezz'età", ma sempre aiutati dal coraggio e dalla conoscenza del futuro propria dei "giovani adulti". Quelli veri.

Interpreti:

Luca Zingaretti - John Turturro - Carolina Crescentini - Lorenza Indovina - Lillo.

Trama
Giacomo e Antonio, i due responsabili di una cooperativa che fabbrica divani, scoprono di avere nel terreno di proprietà aziendale un giacimento petrolifero. L’oro nero farà emergere i lati più oscuri dei caratteri dei protagonisti, stravolgendo le loro vite.