Gennaro Nunziante porta sul grande schermo l’esilarante storia di Fabio, giovane neolaureato che non riesce a trovare un lavoro, alle prese con un padre ingombrante e una sorellina capricciosa e viziata. Entrambi lo considerano un “vegetale”. Un evento inatteso cambierà improvvisamente i ruoli. Fra situazioni comiche e trovate paradossali, il protagonista dovrà reinventare la sua vita.
Fabio Rovazzi è stato protagonista di un red carpet in occasione del suo esordio al cinema con l’anteprima del film Il Vegetale.
insieme al cast del film, tra le numerose celebrities che hanno partecipato alla serata erano presenti anche Gianni Morandi, Fedez, Chiara Ferragni, J-Ax, Rudy Zerbi, Caterina Balivo, Michele Bravi, Chiara Grispo, Edoardo Stoppa, Juliana Moreira, Alessio Bernabei.
A chi è cresciuto con le storie cantate di DeAndré non puó non piacere questo film e non puó neanche essere obiettivo nel giudicarlo. Non lo puó fare neanche chi è nato a Genova, di cui Si vedono riprese spettacolari.
L’impressione che ti fai in conferenza stampa peró è un fatto: sul regista, sugli attori, su Dori Ghezzi, l’anima di un progetto durato anni, che ha coinvolto, e travolto, la vita di chi ci ha lavorato. E questo, nel film si capisce, in tutti i suoi aspetti: dalla regia, alla fotografia, agli interpreti. Luca Marinelli:”È stato talmente fantastico calarsi nei panni di De André che quando ho finito di interpretarlo e sono ritornato me stesso sono rimasto un po’ deluso”.
Gianluca Gobbi: “É imposdibile interpretare una personalitá come quella di Paolo Villaggio. Io l’ho solo onorato”.
Dori Ghezzi: “Fabrizio e i suoi collaboratori sono nati a Genova ma sono figli dell’Universo”. Proprio come i príncipi.
Ella e John racconta la storia di una coppia in età avanzata e del loro ultimo visggio in camper: lei ha una malattia allo stadio terminale e ha promesso a suo marito, affetto da demenza senile, di non lasciarlo mai solo. Quando leggo articoli che parlano di Ella e John raramente vedo nominare il meraviglioso e unico libro da cui è tratta la storia e che Virzí ha definito “novella” forse sminuendone il valore.
Il romanzo si chiama In viaggioContromano, è stato scritto nel 2009 da Michael Zadoorian ed è edito da Marcos y Marcos. Nel libro si vede, proprio la vedi con tutti i particolari nella tua mente, la mitica Route 66, talmente è scrtto bene . In Ella e John non c’è questa particolare attenzione al paesaggio americano e si concentra piu sui due personaggi che sulla storia vera e propria , come invece succede nel libro, che è imperdibile.
DIRTY DANCING, The Classic Story on Stage In occasione dei 30 anni dall'uscita del film con Patrick Swayze e Jennifer Grey, debitta a teatro "Dirty Dancing, The Classic Story on Stage" (dal 13 dicembre al 7 gennaio al Teatro Degli Arcimboldi di Milano), con una tournée in programma fino a maggio 2018 che toccherà tutte le principali città italiane.
Lo spettacolo sarà in scena a Milano da oggi 13 dicembre al 7 gennaio e poi in tournée in tutta Italia da febbraio a maggio 2018 toccando, tra le altre, le città di Bari, Bergamo, Bologna, Brindisi, Catania, Como, Cosenza, Genova, Firenze, Napoli, Padova, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Trieste.
Non devo fare spoiler, non devo fare spoiler, non devo fare spoiler, non devo fare spoiler,non devo fare spoiler, non devo fare spoiler, non devo fare spoiler,non devo fare spoiler, non devo fare spoiler, non devo fare spoiler,non devo fare spoiler, non devo fare spoiler, non devo fare spoiler,non devo fare spoiler, non devo fare spoiler, non devo fare spoiler,non devo fare spoiler, non devo fare spoiler, non devo fare spoiler,non devo fare spoiler, non devo fare spoiler, non devo fare spoiler,non devo fare spoiler, non devo fare spoiler, non devo fare spoiler,non devo fare spoiler, non devo fare spoiler, non devo fare spoiler,non devo fare spoiler, non devo fare spoiler, non devo fare spoiler.
Guardare un film che poi viene raccontato dagli stessi attori e dal regista permette di recuperare tanti passaggi e significati della storia, che da spettatore ti perdi, anche perché ti ci immedesimi, specie se è un bel film, e ritrovi i tuoi di aneddoti. Conoscere quelli del film dalle parole degli attori quindi è interessante, è quasi come vederne un altro di film, con lo stesso titolo.
Alla conferenza stampa per Il premio, dal 6 dicembre nelle sale, scende anche qualche lacrima sul volto degli attori Anna Foglietta e Alessandro Gassman, che è anche regista e sceneggiatore del film insieme a Walter Lupo. È dedicato infatti a suo padre Vittorio, in una chiave un po’ leggera come richiede una commedia.
”Dopo essermi occupato di lavori belli tosti come Prima razza bastarda, un film crudo frutto di un precedente tour teatrale e di un progetto per Unhcr di cui sono ambasciatore, che coinvolgeva gli artisti rifigiati, avevo voglia di fare un film sulla leggerezza. Avevo in mente una storia su un viaggio, quello che avrei voluto fare con mio padre. Come fa Gigi Proietti nel film, che interpreta appumto mio padre, diceva sempre “non mi rompete i coglioni”. Alla fine la mia Famiglia era più normale di quanto sembrava dall’esterno, anche se importante.” Quanti altri elementi emotivi biografici ci sono nel film ? “19” risponde Rocco Papaleo anticipando Alessandro Gassmann, che poi continua. “Era tipico di Vittorio Gassmann per esempio dire le cose in faccia, e questo generava piccoli traumi, quelli che invece poi fanno bene. E anche mio padre non usava carte di credito, ma solo contanti. Diceva che erano oggetti volgari, che ti fanno dimenticare la fatica che fai x guadagnare i soldi. E poi era un igienista, non usava mai i bagni pubblici, disinfettava le forchette con il limone ... Insomma un padre che mi manca e che ha fatto un buon lavoro”. Dopo quasi un minuto di silenzio di rispetto e commozione Rocco Papaleo racconta un aneddoto. In La bomba, l’ultimo film a cui Vittorio ha partecipato, continuava a chiedere a tutti una sigaretta”. “Si perché aveva smesso ma... si Spegneva le sigarette sul dorso della mano X autoconvincersi, e non è mai servito” conclude Alessandro Gassmann. Come è stato per Rocco Papaleo interpretare il servitore di Proietti? ”Era giá un idolo per me, lo veneravo già quindi è stato semplice interpretare il mio ruolo. Gassmann poi aggiunge: “Proietti era uno dei Migliori amici di mio padre, quindi è stato contento di fare mio padre nel film senza interpretare proprio Vittorio.”
A quali film si ispira Il Premio? Alessandro Gassmann: Me ne vengono in mente tanti,per esempio Nebraska, Little Miss sunshine per gli ambienti e i colori, naturalmente Il sorpasso e Easy rider, con cui sono cresciuto e altri Road movies. Ci sono anche tante citazioni colte nel film... “Si, per la figura del padre volevo una via di mezzo tra Umberto Eco e keith Richards, perché mi piace anche dare fastidio dicendo cose un po’ scorrette, in una società sempre più paurosa e bigotta”. AlLa fine del film Proietti dice che è importante sapere scendere dal piedistallo. Voi da attori ci riuscite? Come attori siamo imitatori della realtà e vivere arroccati dal successo ci allontana dalle persone normali e non ci fa più essere credibili . Allo stesso modo il gioco di squadra di cui parla Proietti è importantissimo, ed è una manchevolezza della nostra società, una Società di solisti ormai.
#ioscelgolagentilezza Ho chiesto ad alcune mamme se potevo portare i loro figli, amici e coetanei del mio, 7 anni, a vedere Wonder, ma tutte, leggendo la trama e guardando il trailer hanno risposto che era troppo presto per tematiche cosi tristi, oppure hanno inventato una scusa. Ci sono rimasta male. Gli Avanger o Mazinga vanno bene e Wonder no? La violenza e le armi sono divertenti e l,amicizia no? L’adrenalina che regalano i combattimenti si, e il coinvoglimento emotivo, e formativo no?
Non è troppo presto x far vedere a bambini di 7 anni una storia sul bullismo, è proprio in questo periodo di accettazione dei precetti degli adulti che si puó riuscire a prevenire questo problema molto attuale ma anche vecchio come il mondo. E rimarrá sempre um problema finché ci saranno mamme che Thor wow, Wonder triste. I veri eroi invece, mamme, sono quelli che non vincono con le mani, si, a volte tristi, come a volte lo sono tutti, bambini compresi,ma forti e gentili come August in Wonder. Davvero preferireste che da grande vostro figlio diventasse come Thor?
E poi il film è piacevole per tutte le età.
Trama August Pullman, detto Auggie è nato con una rara malattia. Ora, a 11 anni, dopo aver studiato a casa per anni, è arrivato il momemto di andare a scuola per la prima volta in vita sua.
Scherzi, risatine, dispetti pesanti, pietá non richiesta ma, alla fine, amici veri, alcuni di questi redenti bulli nel corso dell’anno scolastico. La vera forza non è quella delle mani , dell’aspetto esteriore o della prevaricazione, ma è quella placida e gentile di August che ogni giorno deve affrontare il fatto di essere un Wonder, sia x il suo volto sia per le sue grandiose capacità scientifiche. E la vera forza è la sua, che riesce a trascinare dalla sua parte quelli che prima lo prendevano in giro solo x fare gruppo, cambiando nel suo piccolo il mondo.
Julia Roberts e Owen Wilson sono Nate e Isabel, i genitori di Auggie mentre Jacob Tremblay, il piccolo Jack accanto in Room, interpreta August Pullman.
Nel cast anche Mandy Patinkin (Homeland), Daveed Diggs e Sonia Braga.
Le scene violente non si risparmiano ma c’é a chi piace, sono comunque molto realistiche. Amicizia e sete di vendetta nello stesso uomo non ci stanno quindi a non essere del tutto credibili, a volte, sono i personaggi. É un film che si lascia guardare.
Trama Lo studente universitario Mitch Rapp (Dylan O’Brien) è un giovane e promettente atleta. Quando la fidanzata perde la vita durante un attacco terroristico Mitch, sconvolto, decide che il suo unico scopo sarà vendicarsi. Assoldato prima clandestinamente e poi ufficialmente, inizia un duro allenamento in una sezione speciale della CIA per portare a termine il suo sanguinoso progetto sottoponendosi per mesi a incredibili sforzi fisici e dure prove psicologiche. Fino al giorno in cui il veterano della Guerra Fredda Stan Hurley (Michael Keaton) lo arruola per un'operazione segreta, con l'obiettivo di indagare su una serie di attacchi previsti in Medio Oriente. Il giovane Mitch, ossessionato dal rancore e dal desiderio di vendetta, accetta il pericoloso incarico e sulle tracce di un agente turco entra nella più grande polveriera d'Europa.
Cast DYLAN O’BRIEN MICHAEL KEATON SANAA LATHAN SHIVA NEGAR TAYLOR KITSCH
L'ho visto tipo da dietro una finestra, e fuori pioveva.
Per tutto il film ho avuto i lacrimoni appesi ai condotti lacrimali.
Se la validità di un film si misurasse dalle tirate di naso che senti in sala per tutto il tempo o dai finti colpi di tosse (degli uomini, perché i maschi non si devono emozionare mai), allora questo è proprio un bel film, e visto non sono la classica espertona di cinema, si: posso decidere che le lacrime e i singulti di commozioni camuffati inutilmente dai presenti in sala sono un valido parametro di critica.
In realtà è avvincente proprio perché è una storia vera, di quelle che si perdono un po' negli anni ma che dovrebbero essere salvate tramandandole oralmente di padre in figlio, come si faceva una volta: è la storia vera dei genitori del produttore del film, Jonathan Cavendish(che tra gli altri anche prodotto I diari di Bridget Jones).
Il padreRobin ha contratto polio nel 1958, quando lui e Diana erano sposati solo da due anni. Stavano vivendo in Kenya, dove Robin era un commerciante di tè, e Diana stava aspettando Jonathan. Lei è stata di una forza micidiale. Da medeglia.
Andy Serkis (The War - Il pianeta delle scimmie, Star Wars: Il risveglio della Forza)
esordisce dietro la macchina da presa con il lungometraggio BREATHE.
Basato su una sceneggiatura dell'autore due volte candidato agli Oscar
William Nicholson (Everest, Les Misérables e Il gladiatore),
OGNI TUO RESPIRO è la vera storia di un amore vero.
Robin Cavendish
(Andrew Garfield - La battaglia di Hacksaw Ridge, Silence) ha
tutta la vita davanti quando si ritrova paralizzato a causa della
poliomielite che contrae mentre è in Africa. Contro il parere di tutti,
sua moglie Diana (Claire Foy - vincitrice di un Golden Globe per laserie The Crown e Anna Bolena nella miniserie Wolf Hall)
lo fa dimettere dall'ospedale e lo porta a casa dove la sua dedizione e
la sua intelligente determinazione trascendono la disabilità. Insieme,
si rifiutano di diventare prigionieri della sofferenza di Robin e
incantano gli altri con il loro umorismo, il loro coraggio e la loro
sete di vita.
Ispirato
alla vera storia dei genitori del produttore Jonathan Cavendish, OGNI
TUO RESPIRO mostra come il modo in cui Robin ha affrontato la sua
malattia, reagendo al suo destino, ha avuto un enorme impatto sulla
mobilità e l'accesso dei disabili.
In Happy Death Day una giovane universitaria interpretata da Jessica Rothe si sveglia ogni mattina rivivendo lo stesso giorno, quello della sua morte. Decide così di scoprire chi è il suo assassino. Come fosse un videogioco. Quante vite avrà a disposizione? Riuscirà così a liberarsi? #AuguriPerLaTuaMorte http://www.auguriperlatuamorte-film.it/
di Junji Shimizu dal fumetto di Go Nagai. Al cinema dal 31 ottobre.
Chi ce l'ha avuto come baby sitter non puó non amare Mazinga Z. Chi è cresciuto con i manga, in tv e poi nei fumetti conosce tutte le dinamiche dei film giapponesi. I passaggi che ai neofiti fanno ridere per ingenuitá, tu, giapponesoide, sai che sono proprio i dettagli che spiegano una cultura cosi misteriosa e affascinante.
E poi puoi portare tuo figlio, spiegargli che Mazinga ha la tua etá e giocare a lanciarvi sparamissili fotonici sulla via del ritorno.
Trama Il giovane Koji Kabuto è diventato uno scienziato e Mazinga Z riposa in un museo.
Un giorno vengono scoperte delle gigantesche e misteriose rovine all’interno del Monte Fuji chiamate Infinity, opera del Dottor Inferno e delle sue forze malvagie. A causa dell’enorme potere distruttivo dell’Infinity, l’umanità rischia l’estinzione. Koji è quindi costretto, dopo 10 anni, a riprendere i comandi di Mazinga Z e ad affrontare ancora una volta il dilemma della sua vita “Diventare Dio o Demone”.
Oggi più che mai il futuro dell’umanità è nelle sue mani.
Molto divertente, loro sono bravissimi. Oggi è difficile far divertire senza fare un film che risulti un po' banale. Invece Addio fottuti musi verdi dimostra che si possono ancora fare film che fanno ridere senza per forza scadere nel cinepanettone; ma senza neanche metterci la morale obbligatoria all fine.
Per chi segue i The jackal sul web e conosce i loro argomenti e la loro comicità è un film sicuro da vedere. Per gli altri forse alcune scene possono risultare un po' forzate. Conviene forse prima guardare qualche loro video su youtube.
Trama Partire o restare. Inseguire i propri sogni o accettare un lavoro qualunque, è più facile trovare lavoro in Italia o nello spazio?
Dopo il successo di “Gay Ingenui”, “Lost in Google”, “Gli effetti di Gomorra sulla gente”, i THE JACKAL approdano sul grande schermo con una fanta-comedy.
Il protagonista è Ciro, qualificato grafico pubblicitario, che, dopo averle provate tutte, partecipa ad un concorso e manda il suo curriculum agli alieni.
È dalla parte dei bambini, e questo basta per piacere a tutti, tranne ai genitori che fanno dei film Disney incentrati sull'amore, sulla realizzazione dei sogni e sui protagonisti vincenti) dei percorsi educativi (che dovrebbero inventarsi loro).
Basta con l'onestá, l'amore che dura, la scuola come un posto figo, gli eventi e i laboratori per bambini come momenti divertentissimi... É l'ora della veritá: i bambini (quelli veri) a scuola si annoiano. E quando non si annoiano magari hanno paura o sono tristi. E quello che sentono i bambini é fortissimo, talmente forte da sentirsi in una prigione. Forse perché non sanno ancora come esprimere del tutto quello che pensano, soprattutto quando dovrebbero parlarne a genitori stanchi che magari anche inconsciamente se li levano dai piedi (tó al cine c'è un film Disney, ti ci porta la mamma di Paolino); o quando potrebbero dirlo agli insegnanti, che peró li vogliono tutti uguali, perché é piu comodo, e liquidano qualsiasi emozione infantile con: è normale, é un bambino, deve crescere, confutando cosí il menefreghismo dei genitori e alimentando la distanza che li separa dai figli.
E allora? Le armi? Disegnare, inventare storie e l'amicizia. Tre cose che ci possono salvare fin da piccoli. Cosí sei libero di esprimerti e ti senti anche libero di ridere, degli scherzi, delle mutande e delle scorregge.
Nei cinema per Halloween dal 31 ottobre al 2 novembre.
Fare un film è facile, ma fare un buon film è molto difficile. Cosí si chiude il cortometraggio Work and Play che precede Shining, e che parla della lavorazione del film. E questo è proprio un bel film, per i dettagli, per lo studio che c'é dietro, per la mimica degli attori. Tutte cose che si sanno.
Cos'è che fa piú paura? si é chiesto Kubrick? Dario Argento avrebbe risposto lanciando vermi, scarafaggi, maniaci. Oppure spegnendo la luce (anche io). La risposta di Kubrick è completamente psicologica: le responsabilitá, la famiglia, il dubbio, ce la faró? E tutto questo sta sulla faccia di Jack (Nickolson) e sulle movenze angoscianti di sua moglie Wendy. Trailer
Fa ancora paura? Fa molta angoscia; ormai oggi, che siamo abituati al peggio, non proviamo piú paura del buio, della solitudine, del sangue. Ma angoscia si, perché al peggio non c'é mai fine. Trama Dal romanzo di Stephen King pubblicato nel 1977 che più lo ispirò, Stanley Kubrick trasse uno dei suoi capolavori: Shining. Il cult movie, girato tra il 1978 e il 1979, racconta la storia di Jack Nicholson alias Jack Torrance, scrittore in crisi che per ritrovare l’ispirazione accetta un posto di guardiano durante la stagione invernale all’Overlook Hotel sulle Montagne Rocciose. Parte così con sua moglie Wendy e il figlio di cinque anni, Danny, senza sapere che quel viaggio cambierà per sempre le loro vite…
In occasione di Halloween e a 40 anni della pubblicazione del best seller con cui King terrorizzò i lettori di tutto il mondo, Shining torna al cinemq nella sua versione da 119 minuti in italiano solo il 31 ottobre, l’1 e il 2 novembre (elenco sale a breve su www.nexodigital.it) Preceduto dall'inedito cortometraggio intitolato Work and play.
Dal 14 ottobre al 25 febbraio al Museo del fumetto WOW di Milano si puó vedere La mostra delle principesse Disney.
È molto interessante ma non è per bambini, né per adulti stanchi. È per quei bambini sopravvissuti in un piccolo angolo di alcuni (troppo pochi) adulti che si meravigliano e si illuminano leggendo le curiositá sulle favole che gli raccontavano i nonni, o che guardavano all'asilo col proiettore, o, i più fortunati, al cinema.
Infatti la parte interessante della mostra delle principesse Disney fanno i tanti aneddoti riportati su ciascuna favola: le origini, com'è la favola "vera", come è nato il film, gli storyboard, confronti tra la promcipessa della favola e una reale che potrebbe rappresentarla.
Quindi se sei un genitore e vuoi vedere qualcosa con tuo figlio, preparati a farlo davvero, a coinvolgerlo, a parlargli di te, fi come eri alla sua etá attraverso le favole. Ma anche a parlargli della storia delle favole, che è davvero interessante.
Se sei un genitore che porta la figlia alla mostra di peincipesse per distrarla e riposarti un po', non è la mostra adatta a voi.
Oltre sessanta film, numerose première, dibattiti, ospiti internazionali La quinta edizione di Milano Design Film Festival si terrà da giovedì 19 a domenica 22 ottobre. La sede di tutti gli appuntamenti sarà Anteo Palazzo del Cinema.
L’edizione 2017 si pregia dell’importante patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dell’On. Ministro Dario Franceschini. L’illustratore Noma Bar ha firmato la locandina della quinta edizione che, come gli anni passati, andrà oltre la pura rassegna cinematografica prestandosi anche come occasione di confronto: le proiezioni, tra cui figurano numerose première italiane ed europee, saranno affiancate da dibattiti e lecture con noti professionisti e saranno rivolti non solo agli specialisti, ma a un pubblico eterogeneo.
Per aiutare lo spettatore a scegliere i film con più facilità, il cartellone è stato organizzato in cinque sezioni che riportano in ciascun sottotitolo un’accezione di “tempo” in riferimento al tema generale Portraits of our time/Ritratti del nostro tempo.
Da vedere Happy film La chiesa di vetro Il cacciatore di trichechi
Durante la proiezione in anteprima ho cambiato parere diverse volte, palleggiando tra i due estremi: è bruttissimo, è bellissimo. Uscita dal cinema mi sono resa conto che mi ha lasciato poco. Nonostante questo, è un film originale, che osa l'incorrect in diversi campi e riesce a uscirne bene. Niente a che vedere con Freaks ma il paragone è inevitabile.
Trama Il Papero (Santamaria), Ballerina (Serraiocco), Il Merda (D’Amore) e Plissé (Simoncino) organizzano il colpo che cambierà la loro vita. Il primo è senza gambe, Ballerina, sua moglie, non ha le braccia, Merda è un rasta tossico e Plissé un nano rapper. Per loro peró non è un problema. Dopo il colpo, le cose si complicano: ogni componente della banda sembra avere un piano tutto suo per tenersi il malloppo.
cast CLAUDIO SANTAMARIA, Marco D’AMORE SARA SERRAIOCCO, SIMONCINO MARTUCCI, GIORGIO COLANGELI, FILIPPO DINI, FABIANO LIOI, ROSA CANOVA, MARIA CHIARA AUGENTI, ADAMO DIONISI
Quando un film si basa su una storia vera, hai la garanzia di vedere un bel film. Anche se non sei una sportiva, anche se non sei una di quelle che "le donne hanno una marcia in piú". Anzi magari pensi che le donne al potere ci possano andare si, ma solo le burattine, quelle disposte a farsi manovrare. È quello che succede la maggior parte delle volte, non sempre, non in questa storia, almeno guardando il film. La battaglia per la paritá dei sessi, infatti, quella vera, é un un'utopia, perché passa dall'accettazione, di se stessi e degli altri. Invece vogliamo essere tutti primi, tutti eroi: è questa la paritá per noi, oggi. Lottare per essere pari, appunto, non valutare le differenze a paritâ di importanza. Trama Nel 1973 la TV americana trasmise uno degli eventi sportivi più attesi di tutti i tempi, con un seguito di 90 milioni di spettatori in tutto il mondo: una partita di tennis fra la campionessa del mondo Billie Jean King (Emma Stone) e l’ex campione e scommettitore seriale Bobby Riggs (Steve Carell). L’evento, denominato LA BATTAGLIA DEI SESSI, ebbe una grande risonanza in un periodo caratterizzato dalla rivoluzione sessuale e della nascita del movimento per i diritti delle donne. Ma i due campioni rivali, King e Riggs, fuori dal campo, erano impegnati a combattere battaglie personali ben più complesse. King, donna estremamente riservata, non ambiva solo a ottenere l’uguaglianza fra i sessi, ma anche a comprendere la propria identità sessuale nell’ambito della sua amicizia con Marilyn Barnett (Andrea Riseborough). Riggs invece, che incarna una delle prime grandi celebrità mediatiche auto prodotte, lottava segretamente contro il vizio del gioco d’azzardo, di cui la sua famiglia e sua moglie Priscilla (Elisabeth Shue) avevano fatto le spese. Insieme, Billie e Bobby offrirono uno spettacolo culturale che diede vita ovunque a grandi dibattiti, lasciando un segno permanente.
cast Emma Stone Steve Carell Andrea Riseborough Sarah Silverman Bill Pullman Alan Cumming Elisabeth Shue Austin Stowell Natalie Morales
STAR WARS: GLI ULTIMI JEDI APERTE LE PREVENDITE DEI BIGLIETTI PER Il nuovo capitolo della saga galattica che sarà nelle sale italiane dal 13 dicembre, anche in 3D.
Trama La saga degli Skywalker prosegue nel film Star Wars: Gli Ultimi Jedi, in cui gli eroi de Il Risveglio della Forza si uniranno alle leggende della galassia in un’epica avventura piena di scoperte legate agli antichi misteri della Forza e scioccanti rivelazioni sul passato. Scritto e diretto da Rian Johnson, Star Wars: Gli Ultimi Jedi è prodotto da Kathleen Kennedy e Ram Bergman, mentre J.J. Abrams, Tom Karnowski e Jason McGatlin sono i produttori esecutivi.
Il cast del film è composto da Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Gwendoline Christie, Kelly Marie Tran, Laura Dern e Benicio Del Toro.
La squadra creativa include alcuni dei più grandi talenti dell’industria cinematografica, tra cui Steve Yedlin (Direttore della fotografia), Bob Ducsay (Montatore), Rick Heinrichs (Scenografo), Peter Swords King (Hair e Make-Up Designer) e Mary Vernieu (Direttore del casting negli Stati Uniti). Inoltre, Pippa Anderson (Co-produttrice, vicepresidentessa della post-produzione), Neal Scanlan (Supervisore creativo delle creature e dei droidi), Michael Kaplan (Costume designer), Jamie Wilkinson (Responsabile degli oggetti di scena), Chris Corbould (Supervisore degli effetti speciali), Rob Inch (Stunt coordinator), Ben Morris (Supervisore degli effetti visivi) e Nina Gold (Direttrice del casting nel Regno Unito) torneranno a far parte del team.
Dal 13 ottobre sara pissibile guardare un film al cinema navigando sui Navigli a bordo di una caratteristica barca. Sito per info: www.cinemabianchini.it
Dopo il Cinema sui Tetti, Il Gruppo MilanoCard, in collaborazione con Medusa Film, Consorzio Navigare l’Adda e Navigare in Lombardia, dal 13 Ottobre porta il Cinema sull'acqua: tutte le sere fino al 31 Dicembre navigazione con film sui Navigli.
A bordo di una caratteristica barca in partenza alle 19.30 dalla Darsena si potranno rivedere grandi film del passato firmati Medusa, navigando sui Navigli. A tutti i visitatori sarà anche servito un drink di benvenuto - dal lunedì al giovedì - offerto da Astoria e poi a bordo calde tisane biologiche Valverbe e il bacio della buonanotte offerto da Baci Perugina.
Sará anche definito un calendario di eventi collaterali ai film che renderanno la serata ancora più memorabile, tra questi sicuramente la possibilità di vedere film in lingua originale.
CINEMA BIANCHINI - Il cinema dei sogni navigando sui Navigli Dal 13 ottobre al 31 dicembre In partenza dalla Darsena (lato viale Gabriele D’Annunzio), ore 19.30 Biglietto (navigazione+ film) 14 Euro Per ulteriori info e prenotazioni: www.cinemabianchini.it